Cassazione: Catella scagionato nel caso urbanistico
Cassazione: Catella scagionato nel caso urbanistico
Milano, 13 novembre 2025 – Ieri la Corte di Cassazione ha detto no al ricorso della Procura di Milano, confermando la revoca delle misure cautelari per Manfredi Catella, amministratore delegato di Coima, Alessandro Scandurra, membro della Commissione paesaggio del Comune, e Andrea Bezziccheri, imprenditore e patron di Bluestone. Così si chiude – almeno per ora – uno dei capitoli più delicati della recente inchiesta sull’urbanistica milanese.
Cassazione conferma: niente misure cautelari
Dagli atti emerge che la Cassazione ha giudicato infondato il ricorso della Procura, che chiedeva di riportare in vigore le misure cautelari. Già ad agosto il Tribunale del Riesame aveva sospeso gli arresti domiciliari per Catella e Scandurra e la custodia in carcere per Bezziccheri. Il motivo? Mancano “gravi indizi” per sostenere l’accusa di corruzione a loro carico.
La vicenda aveva fatto molto rumore a fine luglio, quando Bezziccheri era finito in carcere nell’ambito della maxi inchiesta sulla gestione delle pratiche urbanistiche a Milano. Catella e Scandurra erano stati invece messi ai domiciliari. “Abbiamo sempre creduto nella giustizia”, ha detto ieri uno degli avvocati di Catella, sottolineando come la difesa si sia sempre basata sulla mancanza di prove solide.
L’inchiesta che ha scosso Milano
L’indagine, guidata dalla Procura di Milano, ha acceso i riflettori su presunti casi di corruzione legati alle pratiche urbanistiche in città. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbero emersi legami sospetti tra imprenditori immobiliari e funzionari pubblici. Gli inquirenti ipotizzavano un sistema di favori e scambi illeciti per agevolare certi progetti edilizi.
Già ad agosto però il Tribunale del Riesame aveva sottolineato la mancanza di “gravi indizi” contro i principali indagati. Ora questa linea viene confermata dalla Cassazione. “Non c’erano prove sufficienti per giustificare misure così restrittive”, si legge nelle motivazioni depositate stamattina.
Reazioni tra sollievo e prudenza
La decisione della Cassazione è stata accolta con sollievo dagli interessati. Catella, contattato subito dopo la sentenza, ha preferito non commentare. Più esplicito uno dei suoi avvocati: “È la fine di un incubo durato mesi. Ora ci aspettiamo che si faccia chiarezza anche sul piano giudiziario”.
Anche Alessandro Scandurra, noto architetto milanese, ha scelto di non rilasciare dichiarazioni. Fonti vicine a lui sottolineano come “la priorità resti il lavoro e la tutela della reputazione”. Andrea Bezziccheri, tramite il suo legale, ha fatto sapere di voler “voltare pagina” dopo settimane difficili in carcere.
L’indagine prosegue
Nonostante la revoca delle misure, l’inchiesta sull’urbanistica a Milano non si ferma. Gli inquirenti continuano a cercare riscontri e a verificare la regolarità delle procedure amministrative sotto accusa. “La Procura andrà avanti con gli accertamenti”, ha spiegato una fonte giudiziaria milanese questa mattina.
Resta da vedere se nelle prossime settimane spunteranno nuovi elementi o se il caso si chiuderà. Per ora, la decisione della Cassazione segna un punto fermo: nessuna restrizione per Catella, Scandurra e Bezziccheri, almeno fino a nuovi sviluppi.
Una vicenda che tiene la città con il fiato sospeso
Il caso aveva attirato l’attenzione non solo nel settore immobiliare, ma anche in politica. Dopo gli arresti, non sono mancate le reazioni di associazioni di categoria e rappresentanti istituzionali. “Serve trasparenza nelle procedure”, aveva detto a luglio un consigliere comunale durante una seduta a Palazzo Marino.
Adesso, con la decisione della Cassazione, si apre una nuova fase. Milano osserva, tra attesa e prudenza, l’evoluzione dell’inchiesta sulla gestione dell’urbanistica, consapevole che questa storia potrebbe influenzare le regole del settore nei mesi a venire.
