Pranzo con il Papa: una cinquantina di persone trans unite per la Giornata dei Poveri
Pranzo con il Papa: una cinquantina di persone trans unite per la Giornata dei Poveri
Roma, 15 novembre 2025 – Domani, nell’Aula Paolo VI in Vaticano, in occasione della Giornata mondiale dei poveri, Papa Leone ospiterà a pranzo una cinquantina di persone transessuali, accompagnate da don Andrea Conocchia e suor Genevieve Jeanningros. Un gesto che, come ha spiegato don Conocchia, “prosegue il cammino di accoglienza” iniziato da Papa Francesco e che ora continua con il nuovo pontefice.
Un pranzo che racconta accoglienza
L’appuntamento è alle 12.30. L’Aula Paolo VI, già pronta per l’occasione, accoglierà più di mille persone in difficoltà: migranti, senza fissa dimora, famiglie in crisi. Tra loro, quest’anno, anche un gruppo di transessuali soprattutto dal litorale romano, molte seguite dalla parrocchia di Torvaianica. “Un grazie di cuore a Papa Leone per questo momento di incontro e condivisione”, ha detto don Andrea, parroco della cittadina costiera. “È un segno forte di attenzione e vicinanza alle persone e all’intera comunità Lgbt”.
La presenza delle transessuali: un segnale chiaro
Non è la prima volta che la comunità trans partecipa a eventi simili in Vaticano. Durante il pontificato di Papa Francesco, alcune donne trans erano già state invitate a momenti di preghiera e solidarietà. Ma questa volta, con circa cinquanta persone presenti, si segna una novità. Don Andrea Conocchia, che da anni si occupa dell’accoglienza delle persone trans nella sua parrocchia, spiega: “Questo invito nasce da un percorso fatto insieme, basato su ascolto e rispetto”. Suor Genevieve Jeanningros, religiosa francese impegnata nel sociale, accompagnerà il gruppo per tutta la giornata.
Un cammino iniziato con Papa Francesco
Il “gesto di accoglienza”, come lo definisce don Conocchia, affonda le radici nelle iniziative nate con Papa Francesco durante la pandemia. In quel periodo, molte persone transessuali avevano bussato alla parrocchia di Torvaianica per chiedere aiuto: cibo, medicine, ascolto. “Ci siamo conosciuti davvero”, racconta il parroco, “ed è nata una relazione vera”. Da lì sono arrivate le prime visite in Vaticano, gli incontri con chi si occupa di carità e infine l’invito ufficiale al pranzo della Giornata mondiale dei poveri.
Reazioni e attese
La notizia della partecipazione delle persone trans al pranzo con il Papa ha suscitato reazioni diverse. Alcuni fedeli si sono detti sorpresi, altri hanno parlato di “un passo avanti nella Chiesa”. Don Andrea evita le polemiche: “Non vogliamo fare scalpore – spiega – ma vivere il Vangelo nei fatti”. Anche suor Genevieve sottolinea il valore dell’iniziativa: “Per molte di queste donne è la prima volta che mettono piede in Vaticano. Sono emozionate e grate”.
Una giornata di ascolto e condivisione
Il programma prevede un momento di preghiera, poi il pranzo servito dai volontari della carità vaticana. Il menù è semplice: pasta al pomodoro, pollo arrosto, frutta fresca. “Non è tanto il cibo – confida una delle partecipanti – quanto il sentirsi accolte”. La giornata si chiuderà con la benedizione del Papa e la consegna di un piccolo dono a ogni ospite.
Il segno di una Chiesa che cambia
Papa Leone, eletto lo scorso marzo dopo le dimissioni di Francesco, ha scelto fin da subito uno stile sobrio e attento alle periferie sociali. Questo pranzo – spiegano fonti vaticane – è “un segno concreto” della volontà di non lasciare indietro nessuno. Don Andrea lo ripete spesso: “La Chiesa deve essere casa per tutti”. Domani, tra i tavoli dell’Aula Paolo VI, questa idea prenderà vita ancora una volta.
