Tajani annuncia un pacchetto di aiuti per Kiev: il Copasir è stato informato
Tajani annuncia un pacchetto di aiuti per Kiev: il Copasir è stato informato
Napoli, 15 novembre 2025 – È praticamente pronto il dodicesimo pacchetto di aiuti e armi all’Ucraina. A confermarlo oggi è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto a Napoli durante una serie di appuntamenti elettorali a sostegno della candidatura di Edmondo Cirielli alle prossime regionali in Campania. “Siamo in dirittura d’arrivo: siamo in tre, io, Crosetto e Giorgetti, ad aver dato il via libera al pacchetto. Abbiamo già informato il Copasir, poi procederemo con l’invio del materiale”, ha spiegato Tajani rispondendo ai giornalisti poco dopo le 11, davanti al foyer del Teatro Augusteo.
Governo dà l’ok, ora tocca al Copasir
Il dodicesimo pacchetto di aiuti segna un altro passo nella strategia italiana per sostenere Kiev. Tajani ha sottolineato che la decisione è stata presa insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto e al titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti. “Abbiamo già detto sì”, ha ribadito il capo della Farnesina, ricordando che la comunicazione al Copasir – il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica – è già stata fatta. Solo dopo questo passaggio formale, ha aggiunto, partirà davvero l’invio del materiale.
Secondo fonti di governo, tutto si è svolto senza intoppi. Il Copasir, guidato da Lorenzo Guerini, avrebbe ricevuto la documentazione nelle ultime ore. Nessun dettaglio trapelato sul contenuto: “Per motivi di sicurezza non possiamo entrare nei particolari”, ha detto un funzionario vicino al dossier.
Cosa contiene il pacchetto e quando partirà
Sul contenuto del nuovo pacchetto di aiuti militari restano molti punti oscuri. Da fonti della Difesa si parla di forniture simili a quelle già spedite nei mesi scorsi: sistemi di difesa antiaerea, munizioni, mezzi blindati e materiale logistico. Ma al momento non ci sono conferme ufficiali né sulle quantità né sul tipo preciso di armamenti.
Non è stata resa nota la data esatta della partenza. Tajani ha parlato di una procedura “in dirittura d’arrivo”, lasciando capire che la spedizione potrebbe partire entro poche settimane. “Stiamo facendo tutto secondo le regole e con la massima trasparenza verso il Parlamento”, ha assicurato il vicepremier.
Una scelta che guarda al contesto internazionale
L’annuncio arriva in un momento delicato, con il conflitto in Ucraina che tiene alta la tensione. Sullo sfondo, la pressione degli alleati della NATO perché i Paesi europei aumentino il loro sostegno militare. L’Italia, che dall’inizio dell’invasione russa ha fornito aiuti militari e assistenza umanitaria, conferma la propria linea di continuità.
“L’Italia è al fianco dell’Ucraina nella difesa della sua sovranità”, ha ricordato Tajani a Napoli. Una posizione condivisa anche dal ministro della Difesa Crosetto, che nei giorni scorsi ha ribadito la necessità di “non abbassare la guardia” mentre il conflitto prosegue.
Le reazioni politiche
Dal mondo politico non sono mancate le risposte. Il Partito Democratico, tramite una nota della responsabile Esteri Lia Quartapelle, ha chiesto un “maggiore coinvolgimento del Parlamento” nelle decisioni sugli aiuti militari. Più critici i membri del Movimento 5 Stelle, che hanno ribadito la necessità di puntare su iniziative diplomatiche invece di nuovi invii di armi.
Nel centrodestra, invece, prevale la linea dura. “Sostenere l’Ucraina è un dovere morale e politico”, ha detto Edmondo Cirielli, candidato alla presidenza della Campania e sottosegretario agli Esteri.
Cosa succederà adesso
Nei prossimi giorni il governo dovrebbe dare ulteriori dettagli. Il dossier Ucraina resta in cima all’agenda politica italiana e internazionale. Solo quando il materiale sarà partito si potranno valutare gli effetti concreti di questo nuovo pacchetto.
Intanto a Napoli, tra manifesti elettorali e strette di mano in piazza Trieste e Trento, la questione ucraina si mescola ai temi locali. Ma lo sguardo resta fisso a est, verso una guerra che continua a segnare l’agenda europea e le scelte del governo italiano.
