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Femminicidio a Roma: ergastolo per De Pau dopo un crimine atroce

Femminicidio a Roma: ergastolo per De Pau dopo un crimine atroce

Femminicidio a Roma: ergastolo per De Pau dopo un crimine atroce

Roma, 20 novembre 2025 – La Corte d’Assise di Roma ha inflitto l’ergastolo a Giandavide De Pau, ritenuto responsabile del triplice femminicidio avvenuto il 17 novembre 2022 nel quartiere Prati. La sentenza, letta oggi nel primo pomeriggio nell’aula bunker di Rebibbia, pone fine a un processo carico di tensione e testimonianze toccanti. De Pau, 53 anni, è stato giudicato colpevole dell’uccisione di due donne cinesi e di Marta Castano Torres, 65 anni, originaria della Colombia.

Ergastolo per il triplice omicidio: la decisione della Corte

Il verdetto è arrivato dopo più di tre ore di camera di consiglio. I giudici hanno seguito la richiesta della Procura, che puntava al massimo della pena. In aula c’erano i familiari delle vittime, con volti segnati dalla commozione. “Non c’è giustizia che ci riporti Marta”, ha sussurrato una parente della donna colombiana, stringendo tra le mani una vecchia fotografia.

Dalle ricostruzioni degli investigatori, De Pau avrebbe agito in un raptus di violenza incontrollata. Le tre donne sono state trovate morte in due appartamenti diversi, a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, tra via Riboty e via Durazzo. Le indagini, guidate dal pm Francesco Minisci, si sono subito concentrate su di lui, noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a reati contro la persona.

La dinamica degli eventi e le prove raccolte

La mattina del 17 novembre 2022, intorno alle 10.30, una vicina ha chiamato il 112 dopo aver sentito urla dal pianerottolo. La Squadra Mobile è arrivata poco dopo, trovando i corpi delle due donne cinesi in un appartamento al secondo piano. Non molto lontano, in un altro stabile, è stata trovata senza vita anche Marta Castano Torres.

Gli investigatori hanno messo insieme diversi elementi contro De Pau: tracce di sangue sui vestiti, immagini delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze di alcuni abitanti del quartiere che lo avevano visto aggirarsi nella zona nelle ore prima del delitto. “Era agitato, sembrava fuori di sé”, ha raccontato una commerciante durante il processo.

Chi è Giandavide De Pau: il profilo e la difesa

Romano, 53 anni, con una storia segnata da dipendenze e problemi psichiatrici, De Pau ha scelto di non rispondere alle domande dei giudici. I suoi avvocati hanno puntato sull’incapacità di intendere e volere, chiedendo una perizia psichiatrica. Ma la Corte ha stabilito che non c’erano elementi sufficienti per escludere la responsabilità piena.

“Non era in grado di intendere pienamente”, ha detto l’avvocato difensore nell’arringa finale. I giudici, però, hanno ritenuto che De Pau fosse consapevole di quello che faceva al momento del crimine.

Il dolore delle famiglie e la risposta della città

Fuori dal tribunale, una trentina di persone si è raccolta in silenzio. Tra loro, rappresentanti di associazioni contro la violenza sulle donne. “Questa sentenza è importante – ha spiegato Maria Grazia Cucinotta, portavoce del centro antiviolenza Differenza Donna – ma il dolore per tre vite spezzate resta enorme”.

Le comunità cinese e colombiana di Roma si sono strette intorno ai familiari delle vittime. In via Durazzo, davanti al portone dove viveva Marta Castano Torres, qualcuno ha lasciato un mazzo di fiori bianchi con un biglietto scritto a mano: “Non vi dimenticheremo”.

Un segnale forte, ma resta molto da fare

La condanna all’ergastolo di De Pau arriva in un momento in cui i femminicidi sono tornati al centro dell’attenzione pubblica. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, nei primi dieci mesi del 2025 sono stati registrati 89 omicidi di donne in Italia, spesso legati a situazioni familiari o relazionali.

“Non basta una condanna severa – ha commentato la presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Roma – serve un lavoro costante per evitare che tragedie come questa si ripetano”. La sentenza chiude il capitolo giudiziario, ma lascia aperte tante domande sulla prevenzione e la protezione delle persone più fragili.