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Il nuovo segretario generale del Garante Privacy: una scelta strategica per il futuro della privacy in Italia

Il nuovo segretario generale del Garante Privacy: una scelta strategica per il futuro della privacy in Italia

Il nuovo segretario generale del Garante Privacy: una scelta strategica per il futuro della privacy in Italia

Roma, 21 novembre 2025 – Luigi Montuori è il nuovo Segretario generale del Garante per la protezione dei dati personali. La nomina è arrivata ieri sera, durante una riunione del Collegio dell’Autorità, subito dopo le dimissioni di Angelo Fanizza, che aveva lasciato l’incarico poche ore prima. A comunicarlo è stata una nota ufficiale diffusa questa mattina dal Garante.

Cambio ai vertici del Garante Privacy: Montuori prende il timone

La scelta di Montuori, già dirigente all’interno dell’Autorità, segna un passaggio rapido e senza interruzioni. Il Collegio – formato da Pasquale Stanzione (presidente), Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza – ha rivolto al nuovo Segretario “i migliori auguri di buon lavoro”, si legge nel comunicato diffuso alle 9.30. Nessuna cerimonia ufficiale, almeno per ora: la decisione è stata presa a porte chiuse, nella sede di Piazza Venezia, in un clima che fonti interne definiscono “sereno ma operativo”.

Chi è Luigi Montuori

Nato a Roma nel 1967, Montuori lavora da più di vent’anni nel campo della privacy e della tutela dei dati personali. All’interno del Garante ha ricoperto diversi ruoli tecnici e amministrativi, seguendo da vicino i dossier più delicati su protezione dei dati, sicurezza informatica e norme europee. Laureato in Giurisprudenza alla Sapienza, ha iniziato come consulente legale per enti pubblici e privati, prima di entrare stabilmente nel 2003 nell’organico dell’Autorità. Negli ultimi anni ha coordinato soprattutto i rapporti con le istituzioni europee e ha seguito da vicino l’applicazione del GDPR in Italia.

Le dimissioni di Fanizza e il contesto

Il cambio al vertice arriva dopo le dimissioni improvvise di Angelo Fanizza, che aveva assunto il ruolo di Segretario generale nel 2022. Secondo alcune indiscrezioni raccolte vicino all’Autorità, Fanizza avrebbe lasciato per motivi personali, anche se non sono mancati i rumors su divergenze interne legate alla gestione di alcune pratiche delicate. Nessuna conferma ufficiale su queste voci: il Collegio ha ringraziato Fanizza per il lavoro svolto “con dedizione e competenza”, senza aggiungere altro sulle ragioni dell’addio.

Le sfide per il nuovo Segretario

Il mandato di Montuori comincia in un momento decisivo per la tutela della privacy nel nostro Paese. Negli ultimi mesi il Garante è stato chiamato a intervenire su diversi fronti: dall’uso dell’intelligenza artificiale nei servizi pubblici alle nuove regole europee sulla circolazione dei dati, fino ai casi di data breach che hanno coinvolto aziende sanitarie e piattaforme digitali. Solo a ottobre, l’Autorità ha aperto un’indagine per una fuga di dati che ha coinvolto oltre 200mila utenti di un portale della pubblica amministrazione.

“C’è molto lavoro da fare – confida una fonte interna – soprattutto sul fronte della trasparenza e della collaborazione con le altre autorità europee”. Montuori dovrà anche gestire i rapporti con Parlamento e Governo, chiamati presto a recepire alcune direttive Ue ancora in discussione.

Reazioni e cosa aspettarsi

La nomina è stata accolta con favore dagli addetti ai lavori. “Montuori conosce bene la macchina e le sfide che ci aspettano”, spiega un funzionario del Garante raggiunto al telefono poco dopo l’annuncio. Anche tra le associazioni dei consumatori si registra un cauto ottimismo: “La continuità è fondamentale in questa fase”, commenta Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori.

Per ora, Montuori non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche. Nei corridoi dell’Autorità si respira comunque un clima di attesa. La prossima settimana è previsto un primo incontro operativo con i dirigenti delle principali aree tematiche, mentre già oggi pomeriggio il nuovo Segretario sarà impegnato in una riunione tecnica dedicata ai dati sanitari.

Il passaggio di testimone avviene senza scosse evidenti, ma con la consapevolezza – tra gli addetti ai lavori – che la partita sulla protezione dei dati personali resta aperta e complessa.