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Israele colpisce a Rafah: sei terroristi eliminati e cinque arrestati

Israele colpisce a Rafah: sei terroristi eliminati e cinque arrestati

Israele colpisce a Rafah: sei terroristi eliminati e cinque arrestati

Tel Aviv, 21 novembre 2025 – Questa mattina, quindici miliziani armati sono usciti da tunnel sotterranei in due punti diversi a est della cosiddetta Linea Gialla, nella parte orientale di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. A darne notizia è stato l’esercito israeliano, che poco dopo le 10 locali ha diffuso una prima ricostruzione degli eventi. Secondo quanto riportato, sei di questi uomini sono stati “eliminati” grazie a un’operazione congiunta tra forze aeree e unità di terra.

Rafah, l’incursione che ha cambiato la mattina

L’episodio è avvenuto nelle prime ore del giorno. Secondo fonti militari israeliane, un gruppo di quindici presunti terroristi è emerso dai tunnel in due punti diversi, entrambi nella zona est di Rafah. Le forze armate, che da giorni sono presenti con una costante vigilanza nella zona, hanno risposto subito. “Le nostre truppe hanno visto i soggetti uscire dai cunicoli sotterranei”, ha detto un portavoce dell’IDF (Israel Defense Forces), sottolineando che l’azione è stata supportata da droni e ricognizioni aeree.

Stando alla stessa fonte, sei uomini sono stati colpiti e uccisi mentre cercavano di fuggire. Altri cinque si sono arresi senza opporre resistenza. Sono stati subito arrestati e portati in Israele, dove saranno interrogati dagli agenti dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interno.

La caccia continua: si cerca chi è riuscito a scappare

L’esercito ha fatto sapere che l’operazione non si è fermata con l’arresto e la morte dei primi undici uomini. “Le truppe stanno continuando a sorvegliare l’area sia dal cielo che da terra per trovare gli altri terroristi”, si legge nel comunicato dell’IDF. Le prime informazioni parlano di almeno quattro persone riuscite a sfuggire nei minuti subito dopo l’incursione, nascondendosi nella fitta rete di tunnel che attraversa il sottosuolo di Rafah.

La zona est della città, già scenario nelle settimane scorse di scontri e rastrellamenti, resta sotto stretto controllo militare. “Non ci fermeremo finché non avremo trovato tutti i responsabili”, ha detto un ufficiale israeliano, che ha chiesto di restare anonimo.

Tunnel sotterranei, un problema sempre aperto

I tunnel sotterranei nella Striscia di Gaza sono una fonte di preoccupazione costante per Israele. Passaggi scavati in profondità, spesso con ventilazione rudimentale, usati per trasportare armi e far muovere i miliziani tra le diverse zone della città. “I tunnel sono una delle infrastrutture chiave per le attività dei gruppi armati”, spiega Amos Harel, analista militare del quotidiano Haaretz.

Negli ultimi mesi, l’esercito israeliano ha aumentato gli sforzi per scovare e distruggere questi cunicoli, usando tecnologie avanzate e squadre specializzate. Ma la complessità del territorio e la capacità dei gruppi armati di ricostruire velocemente rendono il controllo totale molto difficile.

Reazioni e tensioni sul terreno

L’incursione ha subito scatenato reazioni, sia a livello locale che internazionale. Le autorità palestinesi hanno condannato l’uso della forza da parte dell’esercito israeliano. Intanto, fonti diplomatiche europee hanno chiesto “moderazione” e il rispetto delle norme internazionali. Sul posto, la tensione resta alta: nelle strade di Rafah si notano movimenti insoliti, e la popolazione civile – secondo testimonianze raccolte dalla stampa locale – vive con crescente ansia.

Per ora, l’identità dei miliziani coinvolti non è stata resa pubblica. Gli interrogatori dello Shin Bet potrebbero far emergere nuovi dettagli nelle prossime ore. Nel frattempo, la parte est di Rafah resta sotto stretta osservazione, mentre le forze israeliane continuano a cercare gli ultimi uomini sfuggiti all’accerchiamento.